Universal WWN Decoder Online

November 4th, 2008

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Dopo quasi un mese di tempo libero “sprecato” finalmente ho messo online il mio WWN Decoder universale, attualmente riesce a decodificare con successo i WWN di diversi vendor tra cui HDS, Compellent e EMC. L’applicazione è in continua evoluzione quindi sono ben accetti consigli, suggerimenti e quant’altro. Se poi volete contribuire con un driver per qualche produttore non presente ancora meglio :-).

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After almost a month of coding during my (little) spare time, the Universal WWN Decoder is finally online, right now it can decode WWNs from HDS, Compellent and EMC. The application is currently in its BETA version so every comment, suggestion or contribution will be very appreciated.


New Day Rising

October 27th, 2008

Un Giorno nuovo Nasce!, così gridava incessantemente Bob Mould aprendo uno degli album più belli degli Hüsker Dü, la citazione musicale non è per niente casuale, oggi infatti nasce un giorno nuovo per noi e per SCM Group, la nostra prima installazione Compellent è terminata.

Si tratta di una installazione molto interessante, sono infatti due sistemi che andranno a collocarsi in due punti nevralgici dell’infrastruttura del cliente. Un sistema verrà utilizzato come VTL per il Backup (prossimamente anche Disaster Recovery per la sede Statunitense tramite Remote Replay) e l’altro sistema sarà la base storage per il nuovo sistema ERP di SCM Group basato su Oracle E-Business Suite.

I primi test eseguiti con una copia dell’ambiente di produzione del sistema ERP hanno dato risultati eccezionali, attualmente stiamo portando tutte le procedure di duplicazione degli ambienti operativi (oggi eseguite tramite Shadow Image su storage Hitachi) al nuovo ambiente Compellent tramite la comoda “Command Utility” che permette di comandare in modo scriptabile (via network) tutte le funzionalità dello Storage Center.

Qui di seguito potete vedere qualche foto dell’installazione:

Compellent @SCM Group

Compellent Storage Center - Series 30

Compellent Storage Center - Series 20

Compra su Amazon:

“New Day Rising” (Hüsker Dü)

Did You Wonder

October 14th, 2008

“Bothered and distraught i slowly wake

i didn’t know just how it got to be this way

did you ever wonder why we bother sometimes?

did you ever wonder why we bother so”

Dopo i recenti annunci provenienti dallo Storage Network World, sinceramente, come i Black Heart Procession, mi sono chiesto anche io perchè scomodarsi, i grandi player del mercato hanno fatto annunci “sottotono” o che hanno colpito veramente poco.

Partendo da EMC che ha presentato un rebrand degli switch Nexus di Cisco per FCOE, uno switch bellissimo, un pezzo sicuramente fondamentale per lo sviluppo del “Converged {Fabric|Network}” ma che fa subito pensare al fatto che ad oggi nessun produttore di Storage offre connettività FCOE sui propri sistemi, il secondo annuncio sempre da EMC riguarda il supporto alle specifiche 1.3 dello SMI-S, bello, per carità, ma di scarsissimo interesse.

Viene poi Hitachi. Ora, io stimo parecchio gli ingegneri Hardware di Hitachi, riescono a realizzare delle macchine che sono tecnologicamente eccellenti, throughput pazzeschi (sia sul modulare che sull’enterprise), scelte intelligenti per evitare i colli di bottiglia e quant’altro. Ho tanto rispetto per la parte hardware quanto NON ne ho per chi sviluppa la parte SOFTWARE di questi Array, sopratutto sul modulare.
Per dirla tutta ero già a conoscenza delle specifiche delle nuove macchine da alcuni mesi, e dopo aver visto le caratteristiche hardware ero rimasto piacevolmente colpito. Quando ho visto invece che a livello software le caratteristiche erano rimaste praticamente le stesse (fatto salvo per il funzionamento A/A dei controller *QUASI* come quello dell’ USP) sono rimasto veramente atterrito, dopo gli annunci del CX4 di EMC, e sopratutto dopo aver visto e toccato con mano le feature dei nuovi player (3PAR e Compellent in primis) speravo in un ripensamento da parte di Hitachi, che dal lato pratico non c’e’ stato, l’unico spiraglio è l’annuncio che l’Hitachi Dynamic Provisioning (il thin provisioning di HDS) sarà disponibile nel 2009, speriamo sia vero.
A parte le mie speranze software disilluse, la macchina rimane, sulla carta, un missile terra-aria a livello di performance pure, se correttamente configurate e mantenute (come lo erano a suo tempo poi gli ormai vecchi AMS) queste macchine garantiscono performance di eccellenza, basti pensare al nuovo backend SAS che porta fino a 96Gb/s, è vero anche che nel caso di installazioni complesse risultano molto macchinose da gestire.
Come sempre, sopratutto nel caso di Hitachi, c’e’ sempre qualcuno che ne parla subito male:-)

Per quanto riguarda invece annunci un pò più interessanti, abbiamo gli amici di Compellent che annunciano ufficialmente la disponibilità dei drive SSD integrabili nella funzionalità di tiering automatico “Data Progression” creando un nuovo tier denominato “TIER 0″.
Questo annuncio ha suscitato diversi commenti, tutti positivi, nella blogosfera, ed essendo Compellent la seconda azienda ad avere ufficializzato la disponibilità degli SSD sul mercato, dopo EMC, i commenti di paragone fra le due proposte sono arrivati immediatamente. In breve, gli SSD possono fare la differenza su applicazioni particolarmente esose di I/O, da una parte (Compellent) vengono integrati in un processo che “spalma” i dati piu’ acceduti sul TIER 0 e quelli meno acceduti sui TIER piu’ lenti, senza il bisogno di intervenure sull’applicazione, dall’altra parte (EMC) i dischi SSD (o EFD, Enterprise Flash Drives come li chiamano loro) non sono altro che meri dischi da partizionare, tagliare in LUN e pubblicare all’host, un’operazione che ti costringe a segmentare a livello applicativo le zone calde sugli SSD e le zone più fredde sui dischi standard.

Un’altra novità annunciata da Compellent è il Live Volume, una chicca che per adesso rappresenta la risposta al Metro Cluster, ma che in realtà sotto di sè nasconde un framework tecnologico che permetterà a Compellent diverse cose interessanti, ma di queste mie fantasticherie parlerò in un altro post. :-)

Tra l’altro oggi abbiamo realizzato la nostra prima installazione production di Compellent presso SCM Group, Enrico ne parla in un post sul suo blog.

Una notizia che esula dal mondo dello storage, ma degna di nota, riguarda i nuovi portatili Apple appena presentati a Cupertino, il nuovo Macbook Pro si conferma a mio avviso il migliore portatile attualmente in produzione e sicuramente farò con le mani e coi piedi per accaparrarmene uno il prima possibile.

Per il consiglio musicale di oggi, un gruppo interessantissimo, i “Black Heart Procession” con il loro album “Amore del Tropico”, un album di Indie Rock veramente interessante da questa band di San Diego, California che annovera tra le sue fila anche l’incredibile batterista Mario Rubalcaba, mitico personaggio della scena alternativa di San Diego, già batterista dei Clikatat Ikatowi e dei Rocket from the Crypt.

Compra su Amazon:

“Amore Del Tropico” (Black Heart Procession)

Sabotage

October 7th, 2008

“I can’t stand it, I know you planned it

I’m a’ set straight, this Watergate

I can’t stand rocking when I’m in here

‘Cause your crystal ball ain’t so crystal clear

So while you sit back and wonder why

I got this fuckin’ thorn in my side

Oh my god, it’s a mirage

I’m tellin’ y’all it’s sabotage”

Gridavano “sabotaggio” i Beastie Boys nell’ormai lontano 1994, oggi questi versi si prestano a descrivere la situazione venutasi a creare tra Sun e NetApp sulla questione dei brevetti WAFL / ZFS.

Come molti già sapranno, nel settembre dello scorso anno, NetApp ha citato Sun per violazione dei brevetti riguardo alle tecnologie implementate in ZFS.

NetApp sostiene che Sun ha di fatto reimplementato il filesystem WAFL (uno dei grandi successi di NetApp) all’interno di ZFS, a sostegno della loro tesi ci sono (secondo loro) delle dichiarazioni di alcuni programmatori di Sun che in alcuni scritti dicono:

“The file system that has come closest to our design principles, other than ZFS itself, is WAFL … the first commercial file system to use the copy-on-write tree of blocks approach to file system consistency.”

Questo mi sembra un commento più che legittimo, visto che comunque ciascun nuovo progetto prende ispirazione da qualcosa di già esistente (WAFL stesso ne è la prova per parola dello stesso Dave Hitz), con questa mossa NetApp si è inimicata molta (per non dire tutta) la comunita FOSS, in quanto rappresenta una causa contro una tecnologia Open Source, ZFS è infatti distribuito sotto licenza CDDL ed è liberamente disponibile, modificabile e riutilizzabile anche in contesti commerciali con pochissimi vincoli di licenza (al contrario della GPL).

Come se non bastasse la disputa è stata aperta da NetApp in un luogo alquanto sospetto, ovvero il famigerato tribunale di Lufkin in Texas che era già stato teatro di una disputa tra IBM e Amazon e che si è rivelato essere un tribunale particolarmente favorevole alle condanne sulle cause di violazione dei brevetti informatici. Questa mossa, del tutto inspiegabile visto che le due aziende hanno sede nella Silicon Valley in California, ha fatto storcere il naso a molti ed ha dato un duro colpo alla credibilità di NetApp; Il caso poi, su richiesta di Sun, è stato spostato in un tribunale Californiano.

Sun ovviamente non è stata a guardare, ed oltre a respingere categoricamente tutte le accuse ha deciso di controquerelare NetApp sulla base dei brevetti da loro posseduti (e sono moltissimi) e sulla base della licenza NFS che ha permesso poi a NetApp di nascere sul mercato.

Ora è passato un anno abbondante e dopo alcuni piccoli aggiornamenti le cose si stanno cominciando a delineare sempre più chiaramente, da un post sul blog “legale” di Sun si legge infatti che 3 dei brevetti considerati “core” da NetApp sono stati invalidati grazie alle prove raccolte da Sun e quest’ultima stà smontando poco a poco tutte le rivendicazioni fatte da NetApp su ZFS.

E’ chiaro che NetApp stà cercando di bloccare Sun nella sua strada verso l’Open Storage che si stà delineando sempre di più all’orizzonte e che potenzialmente ha la capacità di demolire il segmento di mercato che NetApp stà coltivando ormai da anni, basti pensare agli ultimi componenti che Sun ha reso Open Source all’interno di Open Solaris per capire che il target è proprio NetApp, cose come l’implementazione CIFS a livello kernel, il Target SCSI multiprotocollo (COMSTAR), il supporto di ZFS per l’accelerazione in lettura (L2ARC) e scrittura (ZIL) tramite device SSD. Per non parlare poi dell’hardware come l’X4540 (che addirittura dispone di uno slot compact flash per il caricamento del SO) o dei nuovi JBOD J4000 che possono ospitare dischi SAS, SATA e SSD in quantità notevoli.

Quello dell’Open Storage di Sun è sicuramente un progetto ambizioso che, abbinato a xVM, potrebbe essere veramente uno dei mattoni per il datacenter di seconda generazione, attendiamo quindi fiduciosi l’uscita del progetto FISHworks che dovrebbe essere, a detta loro, il vero NetApp-Killer.

Il consiglio musicale di oggi è ovviamente “Ill Communication” dei new yorkesi Beastie Boys, uno dei dischi essenziali degli anni ‘90 che mostra al meglio il melting pot musicale fatto di Hip Hop, Jazz, Funk e Punk che solo i Beastie sanno creare.

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“Ill Communication” (Beastie Boys)

Dog eat dog

October 4th, 2008

“Hey, hey, hey

Every dog has its day

It’s a dog eat dog, dog eat dog”

Cane mangia cane, un pò come è successo in questi giorni: LeftHand Networks è stata acqusita da HP, mentre si è parlato di un possibile accordo di Fujitsu con Western Digital per la cessione della divisione sviluppo e produzione di Hard Disk, quest’ultima notizia è stata poi smentita categoricamente da Fujitsu (che comunque ha beneficiato del rumor con un discreto salto in borsa).

Per quanto riguarda Western Digital la mossa sarebbe a mio avviso parecchio azzeccata: WD non è mai stata presente veramente a livello enterprise, non è infatti tra i comuni fornitori di HD per array dove a farla da padrone sono invece Seagate e Hitachi su cui Fujitsu stava guadagnando terreno.
Questa manovra porterebbe Western Digital al secondo posto tra i produttori di Hard Disk mondiali con circa il 30% (Seagate, l’attuale leader, detiene circa il 35% del mercato globale) e la renderebbe competitiva su tutti i segmenti: Consumer, OEM ed Enterprise.

Ma veniamo alla vera acquisizione: HP era una delle ultime grandi aziende ancora a “secco” di acquisizioni nel (florido) mondo delle storage startup, in più, dopo l’acquisizione di EqualLogic da parte di DELL, si sentiva nell’aria una possibile acquisizione da parte di HP visto che nel segmento iSCSI (legato particolarmente alle SMB) risultavano completamente sguarniti.

Questa ultima manovra consolida quasi completamente il panorama dello storage SAN “di seconda generazione”, abbiamo infatti (in ordine rigorosamente alfabetico):

  • 3PAR con la nuova versione dell’ InServ serie T (con il nuovo chip per il Thin Provisioning realizzato da 3PAR stessa).
  • Compellent con il loro Storage Center (di cui si mormorà già una versione 5 per la prima metà del 2009).
  • DELL con i prodotti mutuati da EqualLogic (e la rivendita OEM di EMC).
  • Sun Microsystems con la loro visione dell’ OpenStorage (basato su OpenSolaris, ZFS, COMSTAR, Thumper, JBOD).
  • EMC² con il nuovo Clariion CX4 (che finalmente incorpora funzionalità ormai diventate quasi “standard” come il thin provisioning).
  • Hitachi Data Systems con il nuovo storage modulare che verrà presentato a breve (si vocifera Lunedì 13 Ottobre… ma io non ho detto niente).
  • HP con i prodotti LeftHand (e con il nuovo EVA per la fascia midrange).
  • IBM con il nuovo XIV (realizzato da Moshe Yanai, padre del Symmetrix, la cui azienda è stata acquisita da IBM questo Gennaio).
  • NetApp con la loro linea FAS che continua ad evolvere nella parte software grazie al loro Data ONTAP.

Le uniche due aziende, per così dire, “piccole”: Compellent e 3PAR sono oramai fuori da quasi tutti i mirini di acquisizione, ormai i grossi player hanno tutti un loro prodotto “next generation”, o direttamente, o tramite accordi OEM (come ad esempio Fujitsu che rivende EMC).

Sarà sicuramente un 2009 molto caldo dal punto di vista dello storage, nuovi approcci, nuove feature, nuove architetture; solo il tempo ed il mercato diranno chi aveva ragione :-) .

Il consiglio musicale di oggi non ha bisogno di presentazioni, il migliore album degli AC/DC dell’era Bon Scott: Let There be Rock, da Wikipedia:

“Rauco, violento, sporco, immortale, carico, senza pietà…… non bastano 1000 aggettivi diversi, per descrivere quello che è probabilmente uno dei più grandi album Hard Rock di tutti i tempi. Let There Be Rock un assalto sonoro, una dichiarazione di guerra in un momento in cui, nel 1977, il mondo musicale prendeva moltissime pieghe differenti, dal punk alla new wave alla disco. Mentre generi come il rock’n roll, il blues e perfino il jazz si apprestavano ad attraversare la più grossa crisi di sempre, culminata nel 1979, gli AC/DC fecero parlare di sé, finalmente anche negli Stati Uniti, meta gia da tempo agognata.”

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“Let There Be Rock” (AC, DC)

Too Much Information

October 1st, 2008

“Too much information running through my brain

Too much information driving me insane”

Troppe informazioni, cantavano i Police, ma sarà veramente così? Spesso da molti clienti mi trovo alle prese con sottosistemi storage incredibilmente sotto-utilizzati dal punto di vista dei dati EFFETTIVAMENTE scritti ed acceduti.

Evidentemente non sono l’unico (ne tanto meno il primo) ad aver notato questa cosa, infatti già da tempo Compellent va dicendo che con i loro prodotti si risparmia SULL’ACQUISTO dello storage, in quanto, grazie alle tecnologie di thin provisioning (chiamate da Compellent “Dynamic Capacity”), è possibile acquistare solo lo storage necessario e gestire l’acquisto di nuovo spazio disco analizzando i VERI trend di utilizzo delle macchine, che Compellent calcola per voi in base alle statistiche che raccoglie.

Ieri guardando i miei feed RSS noto che Chris Evans sul suo Blog ha ripreso questo stesso discorso in uno dei suoi ultimi post, presentando questo interessante grafico da lui realizzato:

Storage Waterfall.jpg
Cliccate per una versione ingrandita

Il grafico prende in esame tutto il passaggio dello spazio a disposizione partendo dal “raw storage” (quello su cui normalmente i vendor realizzano l’offerta) arrivando infine ai dati realmente scritti sul filesystem.

Nei suoi calcoli risulta che solamente il 12.5% dello storage acquistato viene reso effettivamente disponibile, questo tiene conto dell’overhead del raid, dell’overhead nella creazione delle LUN, della perdita di spazio disponibile per colpa del filesystem, dello spazio effettivamente utilizzato all’interno del filesystem (ad esempio dai datafiles di un database Oracle) fino ad arrivare all’ultimo dato che rispecchia quanto dello spazio usato nel filesystem viene effettivamente riempito di dati.

Questo calcolo non tiene poi in considerazioni eventuali overhead per funzionalità avanzate a livello storage come le snapshot (che normalmente richiedono preallocazione di una parte di storage), repliche 1:1 di LUN locali e/o remote per fini di Backup / Disaster Recovery, che se sommate al calcolo precedente assottigliano ancor di più la porzione di storage effettivamente utilizzabile.

*UPDATE* anche Stephen Foskett ha ripreso lo stesso discorso partendo dal post di Chris Evans, è interessante leggere le sue considerazioni sulla creazione di un metodo standard di definizione dello spazio “raw”, “utilizzabile” ed “utilizzato”.

Con Compellent anche l’overhead delle snapshot (che sono oltretutto read/write) e delle repliche remote è portato all’osso, non è infatti necessario nessun tipo di preallocazione ed in più la replica remota viene eseguita in modo “thin” ed è possibile anche de-duplicare i dati (eliminando quindi un eventuale apparato di de-duplication come quelli di Riverbed).

Per non parlare poi delle funzionalità di Data Progression e Fast Track, queste due funzionalità permettono di ottimizzare e sopratutto AUTOMATIZZARE, in modo DINAMICO l’OTTIMIZZAZIONE dei dati sullo storage.

La magia di questi due software (che si basa sull’architettura Dynamic Block Architecture brevettata da Compellent) consiste nello spostare a livello di BLOCCO i dati tra dischi di velocità differente in modo automatico e trasparente, e con l’avvento della Fast Track anche all’interno dello stesso disco discriminando le tracce fisicamente più veloci (il 30% circa delle tracce esterne del disco fisico).

Queste funzionalità permettono di avere un controllo totale sui dati, e la possibilità di modificare le loro posizioni in totale semplicità (e a caldo), senza doversi lanciare in migrazioni massacranti (nottate, fine settimana, natale :D ), e grazie all’architettura DBA è possibile incrementare le performance di tutte le LUN semplicemente aggiungendo nuovi dischi, infatti quando viene aggiunta una nuova enclosure all’interno di un tier già esistente (i tier vengono discriminati in base alla velocità del disco: TIER1 = 15K, TIER2 = 10K, TIER3 = 7.2K) è possibile lanciare il restriping a caldo che permette di utilizzare tutti i nuovi dischi all’unisono con quelli già presenti.

Tutte queste funzionalità rendono Compellent lo storage più all’avanguardia del mercato, e nel nuovo anno con l’uscita della nuova revisione dello Storage Center ci saranno delle belle novità.

DISCLAIMER: Cinetica è il primo partner italiano di Compellent.

Per quanto riguarda il consiglio musicale di oggi, “Ghost in the Machine” dei Police, disco del 1981, segnava la maturità del gruppo e l’avvicinamento a sonorità più funky, da Wikipedia:

“Registrato agli Air Studios di Montserrat nei Caraibi, prodotto dai Police insieme a Hugh Padgham. Il quarto album dei The Police è caratterizzato da un suono più pieno e funky ma anche da un’atmosfera più cupa rispetto ai lavori precedenti, ispirata da alcuni scritti del filosofo Arthur Koestler. Dal libro The Ghost in the Machine, sempre dello stesso Koestler, prende ispirazione il titolo dell’album. Entrano ampiamente in scena suoni di sintetizzatore e sassofono, quest’ultimo suonato dallo stesso Sting. Spingono l’album i singoli Every little thing she does is magic e Invisible Sun.”

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“Ghost in the Machine” (The Police)

These things take time…

September 30th, 2008

“These things take time

I know that I’m

The most inept

That ever stepped”

Come cantava il caro Morrissey: “Queste cose richiedono tempo”, proprio come il mio tentativo di realizzare un blog pseudo-informale, che parlasse di tutti i temi tecnologici che mi stanno a cuore come Storage e Virtualizzazione.

Ora, dopo che il buon Enrico ha dato il “LA” inaugurando il blog ufficiale di Cinetica, ho deciso anche io di intraprendere il viaggio, cercherò di raccogliere e commentare almeno un paio di giorni a settimana tutte le notizie interessanti del settore, farcendo ogni post con una sorta di “raccomandazione” musicale, bene quella di oggi è ovviamente degli Smiths e cliccando il link sotto è possibile acquistare l’album su Amazon.

Al prossimo post.

Fabio

Compra su Amazon:
“Hatful of Hollow” (The Smiths)

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